A poison in my blood

A poison in my blood è il titolo di un progetto fotografico durato circa due anni vissuto insieme ad alcuni malati terminali afflitti dal virus dell’HIV.

Individui emarginati dalla società, invisibili, vittime, carnefici.

Alcuni, non più autonomi, conducono il resto dei loro giorni all’interno di strutture come le case famiglia gestite dalla Caritas Italiana.

Nel corso di questo periodo ho visto degenerare i corpi e le menti di queste persone, il virus come un lento veleno ha trasformato soprattutto la loro esistenza, nonostante ciò la speranza ed il messaggio trasmesso restano vivi per coloro che hanno voluto ascoltare la loro storia.

In questo lavoro non vogliono esserci prese di posizione, mi hanno insegnato ad ascoltare e a saper guardare più in profondità evitando ogni forma di giudizio.

Una linea sottile ci separa dagli emarginati, dai malati, dai miserabili. Ci sarà sempre un valore comune nell’uomo, che è la dignità.


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